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Creare un sito e-commerce: cosa serve, piattaforme, costi e obblighi
Per creare un sito e-commerce servono quattro cose: una piattaforma che gestisca catalogo, carrello e pagamenti, i contenuti dei prodotti, un sistema di spedizioni e resi e le pagine richieste dalla legge per vendere online ai consumatori. La scelta della piattaforma decide quanto paghi ogni mese, quanto lavoro tecnico resta a te e quanto potrai personalizzare il negozio.
Su Shopify ci ho lavorato, anche mettendo mano ai temi. In questa guida trovi le tre strade principali, i costi fissi letti sui listini ufficiali, gli obblighi del Codice del consumo e i passi per partire senza sorprese.
Cosa serve per aprire un e-commerce
Prima della piattaforma, servono le basi. È la parte che richiede più tempo, e nessuno strumento la fa al posto tuo.
| Cosa | Perché serve |
|---|---|
| Prodotti e prezzi | Catalogo, varianti (taglie, colori), disponibilità, prezzi con IVA |
| Foto e descrizioni | Online il cliente non può toccare il prodotto: foto e testi fanno il lavoro del commesso |
| Pagamenti | Carte, PayPal o altri sistemi, con le loro commissioni |
| Spedizioni e resi | Corriere, costi, tempi, come si fa un reso |
| Pagine legali | Condizioni di vendita, recesso, privacy e cookie |
| Aspetti fiscali | Partita IVA, fatturazione, IVA sulle vendite: da chiarire con il commercialista prima di partire |
Le tre strade: Shopify, WooCommerce o su misura
| Voce | Shopify | WooCommerce | Su misura |
|---|---|---|---|
| Cos'è | Piattaforma in abbonamento: hosting, sicurezza e aggiornamenti inclusi | Plugin gratuito e open source per WordPress | Negozio sviluppato da zero o su un framework |
| Costo fisso | Abbonamento mensile | Hosting + estensioni a pagamento, se servono | Sviluppo iniziale + hosting + manutenzione |
| Lavoro tecnico tuo | Basso | Medio: aggiornamenti di WordPress, tema e plugin | Dipende da chi lo gestisce |
| Personalizzazione | Ampia, con temi e app; il codice del tema si può modificare | Molto ampia | Totale |
| Adatto a | Chi vuole partire in fretta e non gestire la parte tecnica | Chi ha già WordPress o vuole controllo e dati sul proprio hosting | Esigenze particolari che le piattaforme non coprono |
In pratica, per una piccola impresa che parte, la scelta di solito è tra Shopify e WooCommerce. Il su misura ha senso quando hai processi o integrazioni che le piattaforme non gestiscono bene. Il confronto più generale tra piattaforme e siti su misura è in WordPress, Wix o su misura.
Quanto costa un e-commerce
I costi si dividono in fissi, che paghi anche se non vendi, e variabili, che crescono con le vendite.
Shopify (listino ufficiale, letto il 7 novembre 2026, con pagamento annuale):
| Piano | Prezzo |
|---|---|
| Basic | 19 €/mese |
| Grow | 56 €/mese |
| Advanced | 289 €/mese |
| Plus | da 2.100 €/mese |
A questo si aggiungono le commissioni sui pagamenti: con Shopify Payments le carte online partono da 1,9% + 0,25 € per transazione sul piano Basic. Se usi un sistema di pagamento esterno, Shopify applica una commissione aggiuntiva sulle transazioni. Le app a pagamento si sommano all'abbonamento.
WooCommerce: il plugin è gratuito (pagina ufficiale su WordPress.org), con estensioni e assistenza commerciali a pagamento. Paghi hosting e dominio, le estensioni che ti servono e le commissioni del sistema di pagamento che scegli. Il costo nascosto è il tempo: WordPress, tema e plugin vanno aggiornati regolarmente, come ho spiegato in manutenzione di un sito web.
Su misura: il costo principale è lo sviluppo iniziale, poi hosting e manutenzione. Come leggere un'offerta del genere l'ho spiegato in preventivo sito web.
Gli obblighi per vendere online ai consumatori
Se vendi a privati, il riferimento è il Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005). I punti principali:
- Informazioni prima dell'acquisto (art. 49). In modo chiaro: caratteristiche del prodotto, chi sei, indirizzo, telefono ed email, prezzo totale con le imposte e tutte le spese di spedizione, modalità di pagamento e consegna, informazioni sul diritto di recesso.
- Diritto di recesso (art. 52). Il consumatore ha 14 giorni per recedere senza dare motivazioni, salvo le eccezioni previste dalla legge. Per i beni, i giorni partono da quando riceve la merce.
- Se non informi sul recesso (art. 53), il periodo termina 12 mesi dopo la fine di quello normale.
- Privacy e cookie. Informativa sul trattamento dei dati dei clienti e banner per i cookie non tecnici. Le regole, con le fonti, sono in cosa deve avere un sito web aziendale.
- Accessibilità. Dal 28 giugno 2025 i servizi di commercio elettronico rientrano negli obblighi di accessibilità del D.Lgs. 82/2022; le microimprese sono escluse.
Le piattaforme ti danno gli strumenti, non la conformità: le pagine e i testi restano una tua responsabilità. Per i casi dubbi, un consulente legale vale l'investimento.
Creare un e-commerce passo passo
- Parti da pochi prodotti. Meglio 20 schede fatte bene che 300 abbozzate.
- Scegli la piattaforma in base a quanto lavoro tecnico vuoi gestire.
- Prepara foto e descrizioni: misure, materiali, cosa c'è nella confezione, tempi di consegna.
- Configura pagamenti, spedizioni e IVA, e prova un ordine vero dall'inizio alla fine.
- Scrivi le pagine legali: condizioni di vendita, recesso, privacy, cookie.
- Controlla il negozio da telefono, dalla scheda prodotto al pagamento.
- Collega Google Search Console e invia la sitemap, come spiego in Google Search Console: cos'è e come si usa.
Gli errori più comuni
- Spese di spedizione scoperte solo al pagamento. Oltre a far abbandonare il carrello, la legge chiede di indicarle prima dell'acquisto.
- Schede prodotto copiate dal fornitore. Sono uguali a quelle di tutti gli altri negozi e non aiutano né il cliente né Google.
- Nessuna pagina chiara su resi e recesso. È una delle prime cose che un cliente nuovo cerca.
- Troppe app o estensioni. Ognuna è un costo, un possibile rallentamento e una cosa in più da aggiornare.
Domande frequenti
Quanto costa creare un sito e-commerce?
Dipende dalla piattaforma. Su Shopify il piano Basic costa 19 €/mese con pagamento annuale (novembre 2026), più le commissioni sui pagamenti e le eventuali app. WooCommerce è gratuito, ma paghi hosting, estensioni e manutenzione. Un e-commerce su misura ha un costo di sviluppo iniziale più alto.
Meglio Shopify o WooCommerce?
Shopify è più adatto a chi vuole partire in fretta senza gestire hosting e aggiornamenti, e paga un abbonamento mensile. WooCommerce è adatto a chi ha già un sito WordPress o vuole più controllo e i dati sul proprio hosting, ma deve occuparsi della manutenzione.
Si può creare un e-commerce gratis?
Il software sì: WooCommerce è gratuito. Il negozio no, perché servono comunque dominio e hosting, e i pagamenti hanno sempre commissioni. Anche le piattaforme con prova gratuita diventano a pagamento dopo il periodo di prova.
Quali informazioni deve avere un sito e-commerce per legge?
Per chi vende ai consumatori, l'art. 49 del Codice del consumo chiede di indicare prima dell'acquisto: caratteristiche del prodotto, identità e contatti del venditore, prezzo totale con imposte e spese di spedizione, modalità di pagamento e consegna e informazioni sul diritto di recesso. Servono anche informativa privacy e, se usi cookie non tecnici, il banner.
Quanto dura il diritto di recesso negli acquisti online?
Di regola 14 giorni, senza dover dare motivazioni (art. 52 del Codice del consumo), salvo le eccezioni previste dalla legge. Per i beni, i giorni partono dalla consegna. Se il venditore non informa il cliente sul recesso, il periodo si allunga di 12 mesi.
In sintesi
Un e-commerce funziona quando la parte noiosa è fatta bene: schede prodotto chiare, spese trasparenti, resi spiegati, pagine legali in ordine. La piattaforma viene dopo: Shopify per partire in fretta, WooCommerce per avere più controllo, il su misura per esigenze particolari.
Prima di partire, fai i conti su tre anni come in quanto costa un sito web. Racconto quello che imparo costruendo siti anche su LinkedIn.
Matteo Nieberle