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Vibe coding: cos'è, esempi reali e quando evitarlo

Il vibe coding è un modo di creare software in cui descrivi all'AI cosa vuoi, in italiano o in inglese, e accetti il codice che scrive senza leggerlo. Guardi solo se il risultato funziona. Se c'è un errore, lo incolli all'AI e riprovi.

Funziona sorprendentemente bene per alcune cose e male per altre. Qui trovi da dove viene il termine, la differenza con lo sviluppo assistito dall'AI, i progetti che ho costruito io (e quanto codice ho guardato davvero) e i casi in cui è meglio fermarsi.

Cos'è il vibe coding?

Il vibe coding è un approccio alla programmazione in cui una persona guida un'AI con richieste in linguaggio naturale e si fida del risultato senza controllare il codice. Il lavoro si sposta dallo scrivere codice al descrivere cosa vuoi e verificare se funziona.

La definizione nasce da un post di Andrej Karpathy, ricercatore di intelligenza artificiale, pubblicato su X il 2 febbraio 2025. Karpathy descriveva "un nuovo tipo di programmazione" in cui ti lasci andare e arrivi a dimenticarti che il codice esista. Accetta sempre tutte le modifiche, non legge più le differenze, e quando compare un errore lo copia all'AI senza commenti. Il post si chiudeva con un'avvertenza che molti dimenticano: per progetti del weekend usa e getta non è male.

In pochi mesi la parola è uscita dalla nicchia degli sviluppatori. Il 6 novembre 2025 il dizionario Collins l'ha nominata parola dell'anno 2025, con questa definizione: l'uso dell'intelligenza artificiale, guidata dal linguaggio naturale, per scrivere codice.

Cosa significa "vibe coding" in italiano?

In italiano "vibe coding" si può rendere con "programmare a sensazione": vibe è l'atmosfera, la sensazione; coding è scrivere codice. Il senso è che non segui il codice riga per riga, segui la sensazione che il risultato stia andando nella direzione giusta.

Non esiste una traduzione italiana diffusa, quindi si usa il termine inglese. Chi lo pratica viene chiamato vibe coder. Spesso è una persona che non programma di mestiere: chi lavora nel marketing, un titolare d'azienda, un designer.

Che differenza c'è tra vibe coding e sviluppo con l'AI?

La differenza è una sola: se rivedi il codice o no. Se l'AI scrive il codice e tu lo accetti guardando solo il risultato, è vibe coding. Se lo rivedi, lo testi e sapresti spiegare cosa fa, è sviluppo software fatto con l'aiuto dell'AI.

La distinzione l'ha resa chiara lo sviluppatore Simon Willison in un articolo del 19 marzo 2025. Per lui vibe coding vuol dire costruire software con un modello linguistico senza rivedere il codice che scrive. E la sua regola d'oro per il codice che va in produzione: non pubblicare niente che non sapresti spiegare esattamente a un'altra persona.

VoceVibe coding "puro"Sviluppo assistito dall'AIProgrammazione classica
Chi scrive il codiceL'AIL'AI, in gran parteLa persona
Chi lo leggeNessunoLa persona, almeno nelle parti importantiLa persona
Come si verifica"Funziona?"Test, revisione, prove sui dispositiviTest, revisione
VelocitàAltissimaAltaPiù lenta
Adatto aPrototipi, strumenti personali, esperimentiSiti e strumenti che restano onlineTutto, ma serve saper programmare

Nella pratica nessuno sta sempre in una sola colonna. È uno spettro: lo stesso progetto può partire come vibe coding e diventare sviluppo assistito quando inizia a contare.

Come funziona il vibe coding, in pratica?

Il vibe coding funziona come un ciclo in quattro passi: descrivi cosa vuoi, l'AI scrive il codice, provi il risultato, e se qualcosa non va lo segnali all'AI. Poi si ricomincia, finché il risultato è quello che volevi.

  1. Descrivi il risultato, non il codice: cosa deve fare, per chi, cosa non vuoi.
  2. L'AI scrive i file. Con un agente come Claude Code li crea direttamente nella cartella del progetto.
  3. Provi il risultato: apri la pagina, lanci lo strumento, lo usi come lo userebbe una persona.
  4. Segnali cosa non va: un errore, un pulsante fuori posto, un comportamento strano. Più sei preciso, meno giri servono.

Un esempio di richiesta (dimostrativo, non è un mio prompt):

Crea una pagina HTML che conta le parole e i caratteri di un testo incollato.
- Un'area di testo grande, i conteggi si aggiornano mentre scrivo.
- Mostra anche quanti caratteri mancano a 160 (lunghezza di una meta description).
- Niente librerie esterne, un solo file.
- Deve funzionare bene anche dal telefono.

È il tipo di strumento perfetto per il vibe coding: lo usi tu, non tocca dati di nessuno, e se ha un difetto lo vedi subito.

Esempi reali: cosa ho costruito io (e dove sta sullo spettro)

Non sono uno sviluppatore: vengo dall'informatica tecnica e oggi lavoro nel marketing. Con Claude Code ho costruito progetti molto diversi, e non tutti stanno nello stesso punto dello spettro. La differenza l'ha fatta quanto contava il risultato.

ProgettoCosa ho controllatoDove sta sullo spettro
Varianti della mia foto profilo LinkedIn, con lo sfondo ritagliato in automaticoSolo il risultato: l'immagine andava bene o noVibe coding puro: se sbaglia, lo vedi e rifai
Il mio sito, matteonieberle.com (Claude Code, modello Claude Fable 5, qualche giorno)Tre wireframe per ogni sezione prima del codice, test in locale, verifica sul mio telefono, bug descritti uno per uno; il codice lo leggo a volte, soprattutto quando qualcosa non mi convinceSviluppo assistito: il codice l'ha scritto l'AI, le verifiche le ho fatte io
Due squadre di agenti AI (6 per LinkedIn, 8 per SEO e GEO)Le istruzioni sono file di testo che ho scritto e rivisto; ogni risultato passa da me prima di uscireSviluppo assistito, con un "codice" scritto in italiano
Un audit CRO di un e-commerce, con una presentazione da 73 slideOgni slide, perché il contenuto era l'analisiNon è software: è lavoro di marketing fatto con un agente

Il sito è l'esempio più istruttivo. Due effetti, delle particelle e una linea luminosa che accompagna lo scroll, passavano tutti i test automatici. Sul mio telefono scattavano. In vibe coding puro, "funziona" sarebbe bastato e quegli effetti sarebbero rimasti online. Li ho riportati solo su desktop. Il racconto completo, con costi ed errori, è in come ho creato il mio sito con l'AI.

Un altro esempio vero: il filtro del portfolio riordinava le card con un'animazione e, cliccando in fretta, lasciava card "fantasma" fuori posto. Nessun test l'aveva segnalato. L'ho trovato usando il sito come lo usa una persona.

Quando il vibe coding va bene (e quando no)?

Il vibe coding va bene quando un errore si vede subito e costa poco: strumenti che usi solo tu, prototipi da mostrare, esperimenti. Non va bene, da solo, quando il software tocca dati di altre persone, soldi o accessi, perché lì gli errori più gravi non si vedono.

Va bene per: - un prototipo da mostrare al capo o a un cliente prima di decidere; - uno strumento personale: un calcolatore, un convertitore, uno script che rinomina file; - una pagina di prova per un'idea, che poi verrà rifatta bene se funziona; - automatizzare un compito una tantum: pulire un file, preparare dati per un report; - imparare: vedere come l'AI risolve un problema e chiederle di spiegartelo.

Non va bene, senza revisione, per: - un form che raccoglie dati personali (che porta anche obblighi di privacy: li trovi in cosa deve avere un sito web aziendale); - login, account, aree riservate; - pagamenti e qualsiasi cosa tocchi soldi; - software che altre persone useranno per anni e che qualcuno dovrà mantenere; - tutto ciò che ha accesso a sistemi aziendali: database, gestionali, chiavi di servizi esterni.

In questi casi l'AI resta utilissima. Ma serve qualcuno che rivede il codice, lo testa e sa spiegarlo: si torna allo sviluppo assistito.

Quali sono i rischi del vibe coding?

Il rischio più serio del vibe coding è la sicurezza: il codice può funzionare perfettamente e avere comunque falle che non vedi usandolo. Poi ci sono la manutenzione, perché nessuno sa com'è fatto il codice, e i difetti che emergono solo su dispositivi e situazioni reali.

Sicurezza: i numeri. Veracode, azienda di sicurezza del software, ha pubblicato a luglio 2025 un report sul codice generato dall'AI. Ha dato 80 compiti di programmazione a oltre 100 modelli linguistici, scegliendo compiti in cui si poteva scrivere il codice in modo sicuro o insicuro.

Cosa ha misurato Veracode (luglio 2025)Risultato
Casi in cui il modello ha scelto la soluzione insicura45%
Tasso di fallimento in Javaoltre il 70%
Tasso di fallimento in Python, C# e JavaScripttra il 38% e il 45%
Codice non protetto dal cross-site scripting (XSS)86% dei casi
Modelli più grandi più sicuri dei piccoli?No, nessun miglioramento significativo

Attenzione a cosa dice e cosa non dice questo dato: è un test su compiti costruiti apposta per mettere alla prova la sicurezza, non una misura di tutto il codice scritto dall'AI nel mondo. Ma il messaggio è chiaro: l'AI non sceglie da sola la strada sicura, e un modello più potente non risolve il problema.

Manutenzione. Se nessuno ha mai letto il codice, nessuno sa dove mettere le mani quando va cambiato. Puoi chiedere all'AI anche le modifiche, certo. Ma ogni giro su codice che non conosci aumenta la probabilità di romperne un altro pezzo.

Difetti invisibili ai test. Lentezza su un telefono di fascia media, accessibilità, casi limite che capitano solo a certi utenti. Il caso dei miei effetti su mobile è esattamente questo.

Come fare vibe coding senza farsi male: 5 regole

Si può fare vibe coding in modo responsabile: basta scegliere bene il progetto e tenere qualche controllo nei punti giusti. Sono le regole che uso io, anche quando l'AI scrive tutto il codice.

  1. Scegli il progetto giusto. Usa e getta, personale, senza dati di altri: vibe coding libero. Tutto il resto: sviluppo assistito.
  2. Descrivi prima di chiedere. Cosa deve fare, per chi, cosa non vuoi, su quali dispositivi. Una richiesta vaga produce un risultato medio.
  3. Una cosa alla volta. Una funzione, una pagina, una sezione. Se chiedi tutto insieme ottieni un risultato quasi giusto ovunque, il più difficile da sistemare.
  4. Prova come un utente vero. Sul telefono, cliccando in fretta, con dati strani. È lì che escono i bug che i test non vedono.
  5. Fatti spiegare il codice prima di metterlo online. Chiedi all'AI cosa fa, quali rischi ha e cosa succede con input sbagliati. Se non sapresti ripeterlo a un collega, non è pronto per stare online dove ci sono dati o persone.

Mai incollare nella richiesta password, chiavi di accesso o dati di clienti. Vale per qualsiasi uso dell'AI, a maggior ragione quando non leggi cosa ne fa il codice.

Quali strumenti si usano per il vibe coding?

Per il vibe coding si usano due famiglie di strumenti: i builder con AI, che generano un'app o un sito dentro la loro piattaforma, e gli agenti che lavorano sui file, come Claude Code, che scrivono il codice nella cartella del tuo progetto. Cambia soprattutto cosa possiedi alla fine.

Con un builder parti più in fretta e non tocchi mai un file, ma il progetto vive dentro la piattaforma. Con un agente come Claude Code ottieni file tuoi, che puoi spostare, far rivedere e mettere online dove vuoi. Ho messo a confronto le due strade in come ho creato il mio sito con l'AI e spiegato come si comincia con Claude Code in come usare Claude Code anche se non sei uno sviluppatore.

Non ti do una classifica: gli strumenti cambiano ogni mese, il metodo no.

Domande frequenti

Chi ha inventato il vibe coding?

Il termine l'ha coniato Andrej Karpathy, ricercatore di intelligenza artificiale, in un post su X del 2 febbraio 2025. Descriveva un modo di programmare in cui accetti tutto ciò che l'AI propone senza leggere il codice. Nel 2025 il dizionario Collins l'ha scelto come parola dell'anno.

Serve saper programmare per fare vibe coding?

No, ed è proprio la sua novità: descrivi cosa vuoi e l'AI scrive il codice. Servono però tre capacità: spiegare con precisione il risultato, provarlo come farebbe un utente e riconoscere un errore. Per progetti che toccano dati o pagamenti serve anche qualcuno che sappia leggere il codice.

Il vibe coding è sicuro?

Dipende dal progetto. Per strumenti personali e prototipi il rischio è basso. Per siti con form, login o pagamenti il vibe coding puro non basta: in un test di Veracode del 2025 i modelli AI hanno scelto la soluzione insicura nel 45% dei casi. Serve rivedere e testare il codice.

Si può fare vibe coding gratis?

Si può iniziare gratis con i piani base di molti assistenti AI, che rispondono in chat con codice da copiare. Gli agenti che lavorano direttamente sui file spesso richiedono un abbonamento: Claude Code, per esempio, è incluso solo nei piani Claude a pagamento. Controlla sempre il listino ufficiale, perché cambia spesso.

Si può fare vibe coding con Claude?

Sì. Con Claude Code descrivi in italiano cosa vuoi e l'agente crea e modifica i file nella cartella del progetto, chiedendoti il permesso per le azioni importanti. Io l'ho usato per il mio sito e per i miei agenti AI. Quel permesso è anche il tuo freno: leggi cosa sta per fare prima di dire sì.

In sintesi

Il vibe coding è un modo velocissimo per passare da un'idea a qualcosa che funziona, anche se non sai programmare. Il prezzo è che non sai com'è fatto quello che hai in mano.

Per un prototipo o uno strumento tuo va benissimo. Quando il progetto inizia a contare, perché lo usano altre persone o tocca dati e soldi, sposta il lavoro verso lo sviluppo assistito: rivedi, testa, fatti spiegare il codice.

Se stai facendo vibe coding per lavoro senza essere uno sviluppatore, scrivimi: mi interessa sapere cosa ci stai costruendo e dove ti sei fermato. Mi trovi su LinkedIn.

Matteo Nieberle

Scritto da

Marketing & AI Specialist

Lavoro nel marketing B2B e costruisco con l'AI: automazioni, siti, contenuti. Vengo dall'informatica tecnica. Qui racconto cosa funziona davvero, con numeri reali ed errori compresi.

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