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Restyling del sito web: quando farlo e cosa cambiare (senza perdere Google)
Il restyling di un sito web conviene quando il sito non rappresenta più l'attività, si usa male dal telefono o non porta contatti. Il rischio vero non è la grafica: sono gli indirizzi delle pagine. Se cambiano senza i redirect giusti, il sito nuovo può perdere le posizioni che aveva su Google.
In questa guida trovi i segnali per capire se è il momento, cosa conviene cambiare e la checklist per non perdere visibilità, con le regole ufficiali di Google. E un esempio reale: il sito di AssiBroker, che ho ridisegnato da capo.
Restyling o sito nuovo: che differenza c'è?
Un restyling parte da un sito che esiste già e lo migliora: nuova grafica, spesso nuova struttura e nuovi testi. Un sito nuovo riparte da zero, anche con tecnologia diversa. Nella pratica il confine è sfumato: conta quanto cambi.
| Voce | Restyling leggero | Restyling completo | Sito nuovo |
|---|---|---|---|
| Grafica | Nuova | Nuova | Nuova |
| Struttura e pagine | Uguali | Riorganizzate | Ripensate da zero |
| Testi | Ritoccati | Riscritti | Riscritti |
| Indirizzi delle pagine | Di solito uguali | Spesso cambiano | Quasi sempre cambiano |
| Rischio per la SEO | Basso | Medio: servono i redirect | Medio-alto: servono mappa e redirect |
Più cose cambi, più il sito può migliorare. Ma più cresce anche il lavoro per non perdere quello che il vecchio sito aveva già conquistato su Google.
Quando è il momento di rifare il sito? 7 segnali
Il sito va rifatto quando smette di fare il suo lavoro: farti trovare, farti scegliere, farti contattare. Questi sono i segnali più chiari.
- Sembra vecchio. Se il sito non rappresenta più l'attività, chi lo visita si fa un'idea sbagliata di te.
- Si usa male dal telefono. Testi piccoli, pulsanti difficili da premere, pagine da allargare con le dita.
- È lento. Le pagine ci mettono troppo a comparire o si spostano mentre carichi.
- La struttura è confusa. I servizi sono difficili da trovare o sono tutti in una sola pagina.
- Non porta contatti. Visite poche o nessuna richiesta: il sito c'è, ma non lavora.
- Non riesci ad aggiornarlo. Ogni modifica è complicata, costosa o dipende da qualcun altro.
- Mancano le basi. Niente HTTPS, informativa privacy assente, partita IVA non indicata: ne ho parlato in cosa deve avere un sito web aziendale.
Basta un segnale forte, o due o tre deboli, per valutare un restyling.
Cosa cambiare davvero in un restyling
Un buon restyling parte da cosa non funziona, non dal gusto. La grafica è la parte più visibile, ma spesso non è quella che conta di più.
- Struttura. Una pagina per ogni servizio, menu chiaro, contatti a un clic. È la base per farsi trovare.
- Testi. Devono dire cosa fai, per chi e dove, in parole semplici. Spesso è la parte che migliora di più il sito.
- Mobile. Google indicizza e posiziona i siti usando la versione mobile: il telefono non è un dettaglio.
- Velocità e stabilità. Google misura l'esperienza con i Core Web Vitals: caricamento del contenuto principale entro 2,5 secondi, risposta ai clic entro 200 millisecondi, spostamenti della pagina sotto 0,1.
- Grafica. Coerente con il marchio, leggibile, con foto vere.
Un avviso da chi ci è passato: gli effetti spettacolari sono la prima cosa da controllare. Sul mio sito due effetti passavano tutti i test automatici ma sul telefono vero scattavano: oggi girano solo su computer. L'ho raccontato in come ho creato il mio sito con l'AI.
Come non perdere le posizioni su Google
Per non perdere visibilità, ogni vecchio indirizzo deve portare al nuovo indirizzo giusto con un redirect permanente. È la parte meno visibile del restyling e la più importante. Google la descrive nella guida sugli spostamenti di siti con cambio di URL.
- Fai l'elenco delle pagine attuali, soprattutto quelle che portano visite da Google (le trovi in Search Console).
- Prepara una mappa: per ogni vecchio indirizzo, il nuovo indirizzo corrispondente.
- Imposta redirect permanenti 301 o 308 lato server. Google sconsiglia i redirect fatti in JavaScript, che potrebbe non vedere (guida ai redirect).
- Evita le catene: da un vecchio indirizzo al nuovo in un solo passaggio, o comunque pochi.
- Aggiorna link interni e sitemap con i nuovi indirizzi.
- Le pagine che togli devono rispondere con un errore 404 o 410; se esiste una pagina nuova equivalente, porta lì con un redirect.
- Monitora in Search Console le settimane successive: errori, pagine non trovate, clic. Ti spiego cosa guardare nella sezione qui sotto.
- Tieni i redirect almeno un anno. Google consiglia di mantenerli il più a lungo possibile; per chi ha salvato i vecchi link, anche per sempre.
Una cosa da sapere prima di partire: secondo Google, durante uno spostamento le posizioni possono oscillare temporaneamente, ed è normale. Per un sito piccolo o medio servono di solito alcune settimane perché Google sposti la maggior parte delle pagine. I redirect permanenti non fanno perdere forza alle pagine.
Cosa fare in Google Search Console prima e dopo il restyling?
Google Search Console è lo strumento gratuito di Google che mostra come il tuo sito compare nelle ricerche. In un restyling serve due volte: prima, per sapere quali pagine proteggere; dopo, per controllare che Google trovi quelle nuove.
Prima di rifare il sito
- Prestazioni: guarda quali pagine portano più clic e per quali ricerche (di base il rapporto mostra gli ultimi tre mesi). Sono le pagine da non perdere: partono da qui la mappa dei vecchi indirizzi e i redirect.
- Indicizzazione delle pagine: controlla quante pagine sono indicizzate oggi, così hai un punto di partenza per il confronto.
Dopo la pubblicazione
- Sitemap: invia la nuova sitemap dal rapporto Sitemap e controlla che lo stato sia "Operazione riuscita".
- Controllo URL: controlla le pagine più importanti e, se serve, clicca "Richiedi indicizzazione". C'è un limite giornaliero di richieste per ogni proprietà: parti da quelle che contano.
- Indicizzazione delle pagine: nelle settimane successive guarda le pagine non indicizzate e il perché. Google consiglia di correggere soprattutto le pagine non trovate (404) che linki tu o che sono nella sitemap.
- Prestazioni con il confronto: confronta clic e impressioni di questa settimana con quelli della settimana prima, o del mese prima. Ricorda che un'oscillazione temporanea è normale.
- Cambio di indirizzo: lo strumento serve solo se passi a un dominio nuovo (per esempio da vecchionome.it a nuovonome.it). Non va usato se cambiano solo gli indirizzi delle pagine dentro lo stesso dominio, né per il passaggio da http a https. Le azioni dello strumento durano 180 giorni.
Le istruzioni sono nelle guide ufficiali di Search Console: Controllo URL, Indicizzazione delle pagine, Sitemap, Prestazioni e Cambio di indirizzo.
Un esempio reale: il restyling di AssiBroker
Il sito di AssiBroker l'ho ridisegnato da capo. Il motivo principale era il design: non rappresentava più l'azienda.
Non abbiamo cambiato solo la grafica. Sono cambiati anche la struttura delle pagine, i testi e gli indirizzi di alcune pagine. È proprio il caso in cui il restyling diventa anche una piccola migrazione: per questo la mappa dei vecchi indirizzi e i redirect diventano parte del lavoro, non un dettaglio tecnico da sistemare dopo.
La lezione che mi porto dietro: quando rifai un sito, la domanda non è solo "com'è il nuovo design?", ma anche "cosa succede a chi arriva dai vecchi indirizzi?".
Quanto costa un restyling?
Il costo dipende da quanto cambi: un restyling solo grafico costa meno di uno che rifà struttura e testi, e quest'ultimo è vicino al costo di un sito nuovo. In più ci sono il lavoro sulla migrazione e i rinnovi di dominio e hosting. Ho scomposto tutte le voci in quanto costa un sito web: valgono anche per un restyling.
Domande frequenti
Ogni quanto si rifà un sito web?
Non c'è una scadenza fissa: il sito va rifatto quando smette di funzionare per l'attività. I segnali tipici sono un design che non la rappresenta più, problemi da telefono, lentezza, struttura confusa e pochi contatti. Un sito ben fatto e aggiornato con regolarità può durare a lungo.
Rifare il sito fa perdere il posizionamento su Google?
Può succedere, soprattutto se gli indirizzi delle pagine cambiano senza redirect permanenti. Con una mappa dei vecchi indirizzi e redirect 301 o 308, Google trasferisce i segnali alle nuove pagine. Secondo Google, una oscillazione temporanea delle posizioni durante lo spostamento è normale.
Cos'è un redirect 301?
È un'istruzione del server che dice a browser e motori di ricerca che una pagina si è spostata in modo permanente a un nuovo indirizzo. Chi visita il vecchio indirizzo viene portato al nuovo. Google tratta come permanenti i redirect 301 e 308 e dice che non fanno perdere PageRank.
Per quanto tempo vanno tenuti i redirect?
Google consiglia di tenerli il più a lungo possibile, in genere almeno un anno. Per le persone che hanno salvato o condiviso i vecchi link, conviene mantenerli anche per sempre.
È meglio un restyling o un sito nuovo?
Dipende da cosa non funziona. Se il problema è solo l'aspetto, basta un restyling grafico. Se sono struttura, testi o tecnologia, conviene un restyling completo o un sito nuovo. In entrambi i casi, se cambiano gli indirizzi delle pagine servono la mappa e i redirect.
In sintesi
Un restyling riuscito non è solo più bello: è più chiaro, più veloce, funziona dal telefono e non perde quello che il vecchio sito aveva conquistato su Google. Parti da cosa non funziona, cambia quello che serve e tratta i redirect come parte del lavoro.
Se stai valutando di rifare il sito, parti da cosa deve avere un sito web aziendale e da quanto costa un sito web. Racconto quello che imparo costruendo siti anche su LinkedIn.
Matteo Nieberle