Blog · SEO nell'era dell'AI
Come farsi trovare da ChatGPT e dalle AI: cosa conta davvero (e cosa no)
Per farti trovare da ChatGPT e dalle altre AI non serve un trucco nuovo. Serve che i loro motori di ricerca possano leggere il tuo sito e che le tue pagine diano risposte chiare, con dati e fonti. Il resto, quasi sempre, è marketing di chi vende "ottimizzazione per l'AI".
Sto usando il mio sito come palestra per imparare SEO e GEO. Prima di toccare una riga ho letto la documentazione ufficiale di Google, OpenAI, Anthropic e Perplexity, e lo studio che ha dato il nome al GEO. Qui trovi cosa dicono davvero, i miti da evitare e la checklist che applico a ogni pagina.
Cos'è il GEO (in una frase)
Il GEO, Generative Engine Optimization, è l'insieme di pratiche per far trovare, capire e citare le tue pagine dai motori di ricerca basati sull'AI: ChatGPT search, Claude, Perplexity, Gemini, Copilot e le AI Overview di Google.
La SEO ti mette in una lista di link. Il GEO punta a farti finire dentro la risposta, come fonte citata.
| Voce | SEO | GEO |
|---|---|---|
| Obiettivo | Posizionarsi tra i risultati | Essere citati nella risposta |
| Dove appari | Lista di link di Google e Bing | Risposte di ChatGPT, Claude, Perplexity, AI Overview |
| Cosa misuri | Posizioni, clic, impressioni | Citazioni, visite dalle AI |
| Da cosa parte | Pagine indicizzate e utili | Le stesse pagine, scritte per essere citabili |
L'ultima riga è la più importante: il GEO non sostituisce la SEO, ci si appoggia. Un'AI può citare solo una pagina che il suo motore di ricerca ha trovato.
Come fa un'AI a scegliere le fonti che cita?
Quando un'AI ti cita con un link, ti ha trovato in quel momento con un motore di ricerca. Non sta usando quello che ha "imparato" durante l'addestramento.
Sono due cose diverse, e la differenza ti serve per capire tutto il resto:
- L'addestramento è quello che il modello ha letto prima di essere rilasciato. È fermo nel tempo e non produce link: è il motivo per cui un'AI "sa" delle cose ma non sa dirti dove le ha lette.
- La ricerca avviene mentre l'utente fa la domanda. Il sistema cerca nel web, legge alcune pagine e costruisce la risposta citandole.
Per questo ogni azienda usa bot separati: uno raccoglie testi per l'addestramento, un altro indicizza le pagine per la ricerca, un terzo visita una pagina quando un utente lo chiede. Per essere citato ti interessano gli ultimi due.
Cosa dicono le fonti ufficiali
Ho letto la documentazione dei quattro motori principali il 6 novembre 2026. Ecco cosa dice, senza interpretazioni.
| Motore | Bot che serve per la ricerca | Bot per l'addestramento | Cosa dice la documentazione |
|---|---|---|---|
| Google (AI Overview, AI Mode) | Googlebot | Google-Extended (per altri sistemi di Google) | Nessun requisito aggiuntivo: valgono le regole SEO |
| ChatGPT | OAI-SearchBot (+ ChatGPT-User quando un utente lo chiede) | GPTBot | Le impostazioni sono indipendenti: bloccare GPTBot non ti toglie da ChatGPT search |
| Claude | Claude-SearchBot (+ Claude-User) | ClaudeBot | Bloccare i bot di ricerca riduce la visibilità nelle risposte di Claude |
| Perplexity | PerplexityBot (+ Perplexity-User) | Non indicato: PerplexityBot non viene usato per addestrare modelli | Va consentito nel robots.txt per comparire nei risultati |
Google è il più netto. Nella guida AI features and your website scrive che non ci sono requisiti aggiuntivi per comparire in AI Overview o AI Mode. Non servono file "per l'AI" né dati strutturati speciali. La pagina deve essere indicizzata e poter mostrare uno snippet, cioè l'estratto di testo nei risultati. Fine.
OpenAI spiega nella pagina dei crawler che OAI-SearchBot decide se un sito può comparire in ChatGPT search, mentre GPTBot serve per addestrare i modelli. Le modifiche al robots.txt diventano effettive in circa 24 ore. OpenAI dichiara anche di usare motori di ricerca esterni: nel suo centro assistenza cita Bing.
Anthropic distingue nella sua guida tra ClaudeBot (addestramento), Claude-SearchBot (indicizza per la ricerca) e Claude-User (visita le pagine quando un utente fa una domanda).
Perplexity scrive nella documentazione dei bot che PerplexityBot serve a mostrare e linkare i siti nei risultati e non viene usato per addestrare modelli.
Il tuo sito è visibile alle AI? Il controllo in 5 minuti
Prima di scrivere qualsiasi cosa, verifica che i motori possano leggerti. Sono cinque controlli, tutti gratuiti.
- Apri il tuo robots.txt (tuosito.it/robots.txt). Se trovi
Disallow: /sotto OAI-SearchBot, Claude-SearchBot, PerplexityBot o sottoUser-agent: *, quei motori non possono citarti. - Controlla l'indicizzazione in Google Search Console, con lo strumento Controllo URL. Una pagina non indicizzata non può finire in un AI Overview.
- Attiva Bing Webmaster Tools. È gratis e si importa da Search Console in pochi minuti. Visto che ChatGPT usa anche Bing, essere indicizzati lì aiuta.
- Cerca
nosnippetnel codice delle pagine. Il tagnosnippete l'attributodata-nosnippetlimitano quello che Google può mostrare, anche nelle funzioni AI. - Verifica che il testo sia testo. Contenuti dentro immagini, video o caricati solo via JavaScript sono più difficili da leggere per un bot. L'HTML semplice è la scelta più sicura.
Se vuoi bloccare l'addestramento ma restare nelle risposte delle AI, il robots.txt può essere questo:
User-agent: GPTBot
Disallow: /
User-agent: ClaudeBot
Disallow: /
User-agent: *
Allow: /
Le regole valgono per il bot nominato. OAI-SearchBot e Claude-SearchBot non sono nel file, quindi seguono il gruppo * e possono entrare. Io non blocco niente: il mio robots.txt è Allow: / per tutti, perché il mio obiettivo è essere letto.
Come scrivere una pagina che le AI citano
Le AI citano più volentieri le pagine che rispondono in modo diretto e portano prove: dati, fonti, citazioni. Non c'entra la ripetizione delle keyword.
Il dato più solido viene dallo studio che ha coniato il termine GEO, di ricercatori di Princeton e dell'IIT di Delhi, presentato alla conferenza KDD nel 2024. Hanno modificato pagine web in modi diversi e misurato quanto venivano riprese dai motori generativi. Risultati principali:
- Citare fonti, aggiungere citazioni testuali e aggiungere statistiche sono state le tecniche migliori: fino a circa il 40% di visibilità in più nelle risposte.
- Il keyword stuffing, ripetere la keyword, ha fatto peggio di non fare niente.
Va preso come un'indicazione, non come una legge: è un esperimento del 2023–24 e i motori di oggi sono cambiati. La direzione però è chiara, e coincide con quello che chiede Google da anni: contenuti utili, precisi, verificabili.
In pratica, per ogni pagina:
- Rispondi nelle prime righe. La prima frase di ogni sezione deve stare in piedi da sola: è quella che un'AI può riprendere.
- Usa titoli a domanda, come li scriverebbe una persona a un chatbot: "Serve il file llms.txt?" funziona meglio di "Considerazioni tecniche".
- Metti numeri, date e fonti. "Claude Code è incluso nei piani Pro e superiori (listino ufficiale, novembre 2026)" è citabile. "Ha un costo accessibile" no.
- Aggiungi un dato di prima mano. La tua esperienza è l'unica cosa che un'AI non trova altrove.
- Usa tabelle ed elenchi per confronti e passaggi: sono i blocchi più facili da estrarre.
- Mostra chi scrive. Nome, ruolo, link al profilo e data di aggiornamento visibile.
Cosa non serve: i miti più diffusi
Buona parte di quello che si legge sul GEO non ha una fonte. Questi sono i miti che ho trovato più spesso.
- "Serve il file llms.txt." Google scrive che non servono file speciali per le funzioni AI. OpenAI, Anthropic e Perplexity non lo citano nelle loro guide sui crawler.
- "Serve uno schema.org per l'AI." Google: nessun dato strutturato speciale. I dati strutturati normali restano utili per la SEO, e basta.
- "Più ripeti la keyword, più ti citano." Lo studio GEO dice il contrario.
- "Il GEO sostituisce la SEO." Senza indicizzazione non c'è citazione. Il GEO parte da dove arriva la SEO.
- "Ti garantiamo le citazioni su ChatGPT." Nessuno può garantirle, come nessuno può garantire il primo posto su Google. Diffida di chi lo promette.
Cosa ho fatto sul mio sito
Ho trasformato queste regole in istruzioni fisse per gli agenti AI che mi aiutano a costruire il sito con Claude Code. Così ogni nuova pagina nasce già ottimizzata, senza che debba ricordarmelo io.
- robots.txt aperto a tutti, compresi i bot di ricerca di OpenAI, Anthropic e Perplexity.
- Un box "In breve" in cima a ogni articolo, con 4–5 punti che rispondono da soli. Lo trovi anche in questa pagina.
- Titoli a domanda e risposta nella prima frase di ogni sezione.
- Domande frequenti alla fine, con risposte autonome.
- Data di aggiornamento visibile e autore con link al profilo LinkedIn, anche nei dati strutturati della pagina.
- Pagine in HTML statico, senza contenuti nascosti dietro JavaScript.
Le regole stanno nelle linee guida del progetto, richiamate dalla memoria che Claude legge a ogni sessione. Se vuoi capire come funziona, l'ho spiegato in come usare Claude Code anche se non sei uno sviluppatore. Il punto di partenza dell'esperimento, invece, è nell'articolo su come ho creato il mio sito con l'AI.
Come misurare se le AI ti citano (gratis)
Le visite dalle AI si vedono in Google Analytics 4. Le citazioni nelle AI Overview, invece, Google non le separa.
- GA4: vai in Report → Acquisizione → Acquisizione traffico e guarda la sorgente della sessione. Le visite dalle AI arrivano come chatgpt.com, perplexity.ai, claude.ai, gemini.google.com, copilot.microsoft.com.
- Search Console: il traffico da AI Overview e AI Mode è incluso nel rapporto Prestazioni, nel tipo di ricerca "Web", insieme al resto. Non c'è un filtro dedicato.
- A mano: fai alle AI le domande a cui le tue pagine rispondono e guarda quali fonti citano. Non è un dato preciso, ma ti dice chi sono i tuoi concorrenti nelle risposte.
Domande frequenti
Come faccio a farmi trovare da ChatGPT?
Lascia entrare OAI-SearchBot nel robots.txt, assicurati che le pagine siano indicizzate su Google e Bing e scrivi pagine che rispondono in modo diretto, con dati e fonti. ChatGPT search usa il suo bot e anche motori di ricerca esterni come Bing: se lì non esisti, è difficile che ti citi.
Se blocco GPTBot sparisco da ChatGPT?
No. GPTBot serve all'addestramento dei modelli di OpenAI. La presenza in ChatGPT search dipende da OAI-SearchBot. La documentazione di OpenAI dice che le impostazioni sono indipendenti: puoi bloccare uno e consentire l'altro.
Serve il file llms.txt?
Per Google no: la sua documentazione dice che non servono file speciali per comparire nelle funzioni AI. Nemmeno OpenAI, Anthropic e Perplexity lo richiedono nelle loro guide sui crawler. Puoi aggiungerlo, ma non è una priorità.
Il GEO sostituisce la SEO?
No. Le AI citano pagine che i loro motori di ricerca hanno già trovato e indicizzato. Per Google, comparire in un AI Overview segue le stesse regole della SEO. Il GEO aggiunge un modo di scrivere: risposte dirette, dati, fonti.
Come vedo se le AI mi mandano visite?
In Google Analytics 4, nel report Acquisizione traffico, cerca sorgenti come chatgpt.com, perplexity.ai e claude.ai. Il traffico dalle AI Overview di Google invece è incluso nei normali dati di Search Console, senza un filtro separato.
In sintesi
Farsi trovare dalle AI è meno misterioso di come lo raccontano. Lascia entrare i bot di ricerca, fatti indicizzare, scrivi pagine che rispondono subito e portano prove. Il resto è SEO fatta bene.
Il mio sito è il campo di prova: applico queste regole a ogni nuova pagina e racconto cosa funziona su LinkedIn.
Matteo Nieberle