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Chatbot per sito web: come funziona, quando serve e cosa dice la legge

Un chatbot per il sito web è una finestra di chat che risponde ai visitatori al posto tuo. Può seguire risposte preimpostate, usare l'intelligenza artificiale per rispondere con parole sue partendo dai tuoi documenti, o fare entrambe le cose e passare la conversazione a una persona quando serve. Conviene se ricevi molte domande ripetitive; se le richieste sono poche, spesso una buona pagina di domande frequenti funziona meglio e costa meno.

In questa guida trovi i tre tipi di chatbot, come capire se ti serve, le due strade per crearlo, i costi da mettere in conto e le regole su privacy e AI Act che valgono dal 2026.

I tre tipi di chatbot

VoceA regoleCon AIIbrido
Come rispondeCon risposte e menu preimpostatiCon parole sue, partendo dai tuoi documentiAI o regole, poi una persona quando serve
ProPrevedibile, economicoCapisce domande scritte in modi diversiIl meglio dei due, con una rete di sicurezza
ControRigido: se la domanda è diversa, non capiscePuò sbagliare o inventare se non è limitato alle fontiServe qualcuno che risponda davvero
Adatto aPoche domande sempre ugualiMolte domande diverse su argomenti notiAssistenza clienti vera

Ti serve davvero un chatbot?

Prima di cercare uno strumento, fatti tre domande:

  1. Quante domande ricevi? Se sono poche alla settimana, rispondere tu è più personale e non costa niente.
  2. Sono ripetitive? Orari, prezzi indicativi, zone servite, tempi di consegna, come prenotare: qui un chatbot aiuta.
  3. Arrivano fuori orario? Se molti ti scrivono la sera o nel fine settimana, un chatbot può dare una prima risposta e raccogliere i contatti.

Spesso il primo passo non è il chatbot, ma una pagina di domande frequenti chiara e un modulo di contatto che funziona. Servono comunque: sono la base da cui il chatbot prenderà le risposte. Come collegare il modulo a un'automazione l'ho spiegato in collegare il form del sito a n8n.

Come si crea un chatbot per il sito

1. Una piattaforma pronta

Esistono servizi che danno un chatbot da inserire nel sito con un codice da copiare: carichi le tue informazioni, scegli l'aspetto, lo attivi. È la strada più rapida. Prima di sceglierne uno controlla quanto costa al crescere dei messaggi, dove finiscono i dati delle conversazioni e se puoi esportarli.

2. Costruito con un'automazione, per esempio con n8n

Con n8n il chatbot si costruisce collegando il nodo Chat Trigger a un agente AI. Secondo la documentazione ufficiale si può usare la chat ospitata da n8n oppure inserirla nel proprio sito con il widget di n8n o un'interfaccia propria, e si può aggiungere un'autenticazione (n8n, Chat Trigger).

Il vantaggio è il controllo: decidi tu fonti, regole e cosa succede a ogni messaggio, per esempio salvare il contatto nel CRM o avvisarti in chat. Cos'è n8n e come iniziare è in n8n: cos'è, a cosa serve e come iniziare; come funzionano gli agenti AI in agenti AI.

Come farlo rispondere bene

  • Dagli le fonti giuste: domande frequenti, servizi, prezzi indicativi, orari, condizioni. Aggiornale quando cambiano.
  • Limitalo alle fonti: nelle istruzioni scrivi che deve rispondere solo da quei contenuti e dire "non lo so" quando la risposta non c'è.
  • Prevedi il passaggio a una persona: un pulsante per lasciare il contatto o essere richiamati.
  • Leggi le conversazioni nelle prime settimane: ti dicono cosa chiedono davvero i clienti, e spesso cosa manca sul sito.

Quanto costa

I costi di un chatbot con AI sono quasi sempre legati all'uso:

  • la piattaforma o lo strumento, con un abbonamento o un costo per conversazione;
  • il modello di AI, che si paga in base a quanto testo elabora;
  • le automazioni: in n8n, secondo la documentazione, ogni messaggio inviato al Chat Trigger esegue il workflow, quindi una conversazione di 10 messaggi usa 10 esecuzioni.

Prima di attivarlo, stima quante conversazioni avrai e quanti messaggi in media, e fai il conto. I piani di n8n sono in n8n è gratis?.

Privacy e AI Act: cosa devi fare

  • Dire che è un'AI. Dal 2 agosto 2026 l'articolo 50 dell'AI Act chiede che le persone sappiano di interagire con un sistema di AI, salvo quando è evidente. Il modo più semplice: scriverlo nel primo messaggio. Il quadro completo è in AI Act: cosa devono fare le aziende.
  • Informativa privacy. Le conversazioni possono contenere dati personali: l'informativa del sito deve spiegare come li tratti, come chiede l'articolo 13 del GDPR.
  • Fornitore AI. I messaggi passano dal fornitore del modello: verifica dove sono trattati i dati e se vengono usati per l'addestramento.
  • Niente dati sensibili. Scrivi nelle istruzioni e nel messaggio iniziale di non inserire dati sanitari, bancari o documenti.

Un caso simile, con una voce al posto della chat, è il centralino AI: ne ho scritto in centralino AI con 3CX.

Domande frequenti

Come funziona un chatbot per sito web?

È una finestra di chat inserita nel sito che risponde ai visitatori. Quelli a regole usano risposte e menu preimpostati; quelli con AI capiscono la domanda e rispondono con parole proprie partendo dai contenuti che gli dai; gli ibridi passano la conversazione a una persona quando serve.

Come si crea un chatbot per il proprio sito?

Con una piattaforma pronta, che fornisce un codice da inserire nel sito, oppure costruendolo con un'automazione, per esempio con il nodo Chat Trigger di n8n collegato a un agente AI. In entrambi i casi servono contenuti aggiornati da cui rispondere e un modo per passare a una persona.

Un chatbot per il sito è obbligato a dire che è un'AI?

Se usa l'intelligenza artificiale per interagire con le persone, sì: dal 2 agosto 2026 l'articolo 50 dell'AI Act chiede che chi lo usa sappia di parlare con un'AI, salvo quando è evidente. Il modo più semplice è dirlo nel primo messaggio.

Quanto costa un chatbot AI per il sito?

Dipende dallo strumento e dall'uso. Di solito si pagano la piattaforma o l'automazione e il modello di AI, in base al numero di conversazioni e messaggi. In n8n, per esempio, ogni messaggio è un'esecuzione del workflow.

Il chatbot può sostituire il servizio clienti?

Può rispondere alle domande ripetitive e raccogliere le richieste a qualsiasi ora, ma per i casi particolari serve una persona. Il risultato migliore si ottiene con un chatbot che sa riconoscere quando passare la conversazione.

In sintesi

Un chatbot è utile quando le domande sono molte e ripetitive, e funziona bene solo se risponde dalle tue fonti, sa dire "non lo so" e passa a una persona quando serve. Prima di attivarlo fai il conto dei costi a consumo e metti in regola privacy e trasparenza.

Se le domande sono poche, parti da una pagina di FAQ fatta bene: è il primo mattone, anche per un chatbot futuro. Racconto come uso l'AI nel lavoro anche su LinkedIn.

Matteo Nieberle

Scritto da

Marketing & AI Specialist

Lavoro nel marketing B2B e costruisco con l'AI: automazioni, siti, contenuti. Vengo dall'informatica tecnica. Qui racconto cosa funziona davvero, con numeri reali ed errori compresi.

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